Gianfranco Zola

Maggio 28, 2019

È stato uno dei più forti calciatori italiani degli ultimi trent’anni.

Al termine della carriera agonistica ha deciso di intraprendere quella di allenatore. Dopo una parentesi come consulente della Nazionale Under 21, dal settembre 2008 al maggio 2010 ha allenato il West Ham, una delle più antiche e prestigiose squadre londinesi, militante in Premier League. Il 7 luglio 2012 firma un biennale con il Watford, appena rilevato da Giampaolo Pozzo e impegnato nella seconda serie inglese. Il 24 dicembre 2014, ritorna al Cagliari, dopo essere stato giocatore e capitano nove anni prima, in sostituzione dell’esonerato Zdeněk Zeman. Resterà in carica fino al 9 marzo 2015, quando verrà esonerato dal presidente Giulini. Quindi un’altra esperienza nella Premiership con il Birmingham City e infine il ritorno al Chelsea nel giugno 2018 in qualità di vice-allenatore di Maurizio Sarri, con cui ha appena conquistato (ieri 29 maggio 2019) l’Europa League, battendo in finale l’Arsenal di Emery con il punteggio di 4-1.

Ha vestito per 38 volte volte la maglia della Nazionale italiana, con la quale ha realizzato undici goal. Quello forse più importante in maglia azzurra lo mise a segno il 12 febbraio 1997, il gol che consentì all’Italia di espugnare lo stadio di Wembley per la seconda volta nella propria storia, sconfiggendo l’Inghilterra in un incontro valido per le qualificazioni al Mondiale 1998.

Gianfranco Zola in maglia azzurra

Ha iniziato a giocare a calcio nella Corrasi di Oliena per poi passare alla Nuorese (1984) e successivamente alla Torres. Fu acquistato quindi dal Napoli, con cui esordì in serie A nel 1989. Con la squadra partenopea, in cui brillava all’epoca la stella di Diego Armando Maradona, vinse il campionato 1989-1990 e la successiva Supercoppa italiana del 1990. Venne ceduto nel 1993 al Parma, con cui vinse la Supercoppa UEFA 1993 e la Coppa UEFA 1994-1995; nel 1996 passò alla squadra londinese del Chelsea. Al termine della sua prima stagione inglese gli fu conferito il riconoscimento quale miglior giocatore del campionato. Nel 1998 Zola conquistò con i Blues la Coppa d’Inghilterra, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA. Dopo sette anni di militanza nel club londinese, nella stagione 2003-2004 Zola rientrò in Italia per indossare la maglia del Cagliari, che contribuì a portare dalla serie B alla serie A.

Qui solleva la Coppa Uefa, vinta con il Parma nel 1995

Soprannominato dagli inglesi magic box (scatola magica) per le magie che sapeva estrarre dal suo ricco repertorio, poco dopo il suo ritorno in Italia Zola fu insignito del titolo di Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico (MBE) dalla regina Elisabetta. Un riconoscimento dovuto non solo alle sue indiscusse doti tecniche e agonistiche ma anche grazie a quelle qualità umane di correttezza e lealtà che ne hanno fatto, come si legge nelle motivazioni, “un eccellente ambasciatore del calcio e modello ideale per giovani tifosi”. “La passione che naturalmente ha per questo sport – si legge nella motivazione dell’onorificenza – è unita a una determinazione a sostenere i più alti standard di comportamento. Durante tutto il periodo trascorso in Inghilterra è stato uno spiccato sostenitore di numerose iniziative di beneficenza, ricevendo estesa ammirazione per il modo in cui ha dedicato il gol decisivo per la vittoria nella coppa di Lega inglese a un ragazzo malato terminale, che aveva visitato in ospedale e che è deceduto recentemente”.

Al termine della sua carriere il quotidiano britannico “The Sun” lo ha inserito al secondo posto (dietro la leggenda George Best) nella classifica dei dieci migliori artisti del pallone che hanno militato nei campionati inglesi negli ultimi anni.

Tra club e nazionale, Zola ha giocato globalmente 826 partite segnando 247 reti, alla media di 0,30 gol a partita.

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